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The Demetriac War

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La Guerra Demetriaca

Il punto di partenza è una pace più che trentennale tra gli Etoli e la Macedonia, sfociata in un’aperta alleanza nel 243, sotto il regno di Antigono Gonata, per la rapida espansione della lega Achea, che, con Arato, si impadronì di Corinto e si estese sulle coste del Golfo Saronico, con ambiziosi assalti anche ad Atene ed Argo. Gli Achei erano entrati in contatto con aree di influenza etolica (la Beozia) occupando proprio possedimenti macedoni, portandosi inevitabilmente addosso la reazione militare della nuova alleanza; ma lo sforzo macedone fu fiacco ed il peso della spedizione ricadde soprattutto sugli Etoli, che nel 241 vennero duramente sconfitti a Pellene, in pieno territorio acheo. Poco dopo le due leghe firmeranno la pace cui seguì a stretto giro un’alleanza nella quale è possibile pensare ad un germe antimacedone. Fino a questo punto gli studiosi moderni sono concordi; sono del resto concordi nella sostanza a riguardo del controllo politico del territorio delle varie leghe, riassunto in figura (non sono colorate le parti che ebbero poco rilievo nella guerra).
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Demetrio II, sovrano di Macedonia, al principio del suo regno si trovava a controllare la Tessaglia fino alla Dolopia, parte della Achaea Phthiotis, Eubea ed Attica (con Atene) e l’isola di Egina (retta da un tiranno). Poteva inoltre contare nel Peloponneso su una serie di tiranni alleati tra i quali quelli di Megalopoli, Fliunte, Argo ed Hermione e forse pure quelli di Kafie, Orcomeno, Mantinea e Tegea: in pratica un’importante testa di ponte per il Peloponneso. Gli Etoli, a loro volta, possedevano il resto della Grecia centro-settentrionale tranne l’Epiro e la parte epirota dell’Acarnania, che avevano spartito poco tempo prima con Alessandro II re d’Epiro. Alleati controllati strettamente erano la Beozia, la Focide con Delfi, la Doride, le tre Locridi e la Malide fino a Lamia compresa. Pure alleati erano l’Elide (con annessa Trifilia) e la Messenia. Gli Achei partivano dalla stessa Achaia fino a Sicione, per poi abbracciare il Golfo Saronico con Corinto, Epidauro e Troizen a Sud e Megara da Nord. L’isoletta di Methana, vicino alla costa Sud, era tolemaica, ma nessuna fonte ne fa mai menzione. I Tolemei in effetti, per quanto ben disposti verso le due leghe, che sovvenzionarono ampiamente, non intervennero direttamente nello scacchiere (anche i loro possessi in Tracia uscirono illesi dalla guerra), come del resto i Seleucidi, già impegnati contro Attalo ed in Media. La stessa Sparta si tenne in una posizione defilata per i duri patimenti inflitti dai raid Etoli e dalla recente rivolta civile sotto Agide IV.
A questo punto gli storici si interrogano sul motivo del repentino e drastico cambio di direttive nei confronti degli Etoli operato da Demetrio II una volta salito al trono: in generale lo si giudica un uomo maturo e coreggente da anni (e in larga misura sempre più unico reggente, data l’età del genitore), per cui nella letteratura meno recente si attribuiva il fatto ad un suo calcolo errato o affrettato; oggi si tende a rivalutare il suo operato, ed a inquadrarlo maggiormente nella politica per le zone centrali della Grecia. Ehrhardt ipotizza qualche astratta mira espansionistica etolica nei confronti della Macedonia, con cui era ormai a contatto. Più concreto ed organico invece il quadro di Will, il quale nota un episodio importante: la morte di Alessandro II d’Epiro aveva lasciato due bimbi ancora troppo piccoli per regnare, il che aveva spinto la madre Olimpias a chiedere un’alleanza con Demetrio, sancita poi da un matrimonio diplomatico con la principessa Phthia. La cronologia del fatto è incerta, tuttavia se collocata in questa posizione avrebbe un sua plausibilità e spiegherebbe alcune dinamiche delle ostilità iniziali tra Macedonia ed Etoli (un’alleanza con un paese in guerra con gli Etoli non poteva che portare alla guerra con questi ultimi). In pratica Will dice che non vi furono cambiamenti negli obiettivi della politica macedone, ma a cambiare furono i mezzi: bisognava riprendere potere in Grecia (e soprattutto a Corinto) e si poteva approfittare dell’occasione epirota per “tutelare” un regno che era già stato pericoloso in passato per la stessa dinastia antigonide, e colpire la lega etolica giocando sui suoi punti deboli, dal momento che la sua espansione non era ben vista dappertutto, e le sue alleanze erano fragili sia con la lega achea, con la quale era in diretto contatto dopo la presa di Corinto, e soprattutto in Beozia.
La data di inizio delle ostilità è incerta: si sa che Lysia era arconte ad Atene e che Arato ricopriva (con una minima incertezza cronologica) la sua quarta strategia: Ehrhardt propone il 240 o più tardi, Will il 239, Marasco (forse troppo basso) il 238.
Da qui in poi abbiamo una serie di eventi, a volte legati tra loro da qualche tenue legame di sequenzialità, più spesso dall’interpretazione degli studiosi, che si susseguono fino alla morte di Demetrio, nel 229. Questa data non per tutti gli storici coincide con la fine della guerra, ma in generale gli eventi dopo di questa sono concettualizzati in un altro schema metodologico, anche se la guerra in questione non era di fatto ancora finita, e non si sa di preciso quando finisca (nonostante Ehrhardt parli di una pace tra Antigono Dosone e gli Etoli, e Marasco di una fine formale dell’alleanza tra Etoli e Achei nel 229) proprio perchè non si sa come si sviluppò. Quello che invece a grandi linee si sa è la situazione della Grecia nel 229, schematizzata nella carta qui sotto, che commenteremo alla fine. Possiamo però sin d’ora concordare con l’Ehrhardt sul fatto che non si trattò di una guerra di grandi dimensioni, ma piuttosto una serie di scaramucce, colpi di mano, raid e strategemmi.
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Ora proviamo a dare una visione d’insieme degli avvenimenti in modo comparato tra i vari autori. È a mio avviso plausibile una sequenza del genere: • Una serie di attacchi da parte di Arato ad Atene ed Argo (lui era stratego della lega negli anni 239/8 e 237/6, ma un terminus post quem non più efficace può darlo la prossima invasione macedone della Megaride). • Il decreto di Ramnunte sull’evacuazione del bestiame per via dei raid etolici può essere collocato in qualsiasi momento della guerra. • Battaglia di Philakia e vittoria macedone. il fatto che non sappiamo le dimensioni della battaglia o la sua localizzazione ci aiutano poco nel comprendere la cronologia e la politica del fatto, ma il fatto che Arato, sfruttando i mormorii sulla sua morte in battaglia, approfittò per un blitz contro Atene ci induce a collocare il fatto, seguendo Will, prima della presa della Beozia del 236 (contrariamente a quanto affermano Ehrhardt e Marasco che invece la considerano come un intervento macedone per risollevare il morale degli alleati dopo il tradimento di Lydiaida del 236/5). • Calata di Demetrio II e conquista della Beozia fino a Megara compresa (al più tardi nel 236). Per assicurarsi la fedeltà dei Beoti Demetrio II Donò loro il porto di Aigosthena. Da questo momento le forze delle due leghe non poterono più unirsi contro la Macedonia. Marasco mette in rilievo l’immobilità in questo caso degli Achei, nonostante le difficoltà degli Etoli in Grecia centrale. Questo concentrarsi acheo sul solo versante peloponnesiaco ritornerà altre volte. • Raid di Demetrio II a Pleuron in Etolia. Ehrhardt ipotizza un attacco via mare partito dai porti beoti (quindi dopo il 236), più plausibilmente rispetto all’ipotesi del Will che la ritiene una spedizione del 239 intesa ad aiutare i nuovi alleati Epiroti di cui sopra. • Morte di Aristippo, tiranno di Argo, in battaglia contro gli Achei (al più tardi nel 236, Marasco propone tempi forse troppo stretti ipotizzando il 235), Polibio racconta che Arato riuscì a spingersi fino a conquistare le mura di Argo, ma la passività degli Argivi, terrorizzati da Aristomaco successore di Aristippo, gli impedì la conquista della città. Plutarco riferisce lo stesso episodio affermando però che il tiranno era ancora Aristomaco. Potrebbe trattarsi di un “doppione” della tradizione, ma ci si potrebbe anche riferire a momenti diversi della guerra. • Presa di Cleonai ed Erea da parte degli Achei (Arato non era stratego, quindi Ehrhardt propone il 236/5, il che metterebbe l’evento in diretta connessione con la resa di Lydiaida di Megalopoli). Marasco nota come la presa di Erea supponesse anche quelle di Kleitor e Telphousa, con la creazione quindi di una cintura protettiva contro le basi etoliche di Elide (e Trifilia) e Messenia nel Peloponneso, gettando anzi un’ombra anche sull’importante base trifilica di Samikon. • Adesione di Megalopoli alla lega achea (nel 236/5 per via del fatto che Lydiaida fu stratego della lega l’anno dopo, e che l’evento fu contemporaneo all’accesso al trono di Cleomene III a Sparta). • Strategia di Lydiaida (235/4). • Dopo l’adesione di Megalopoli le città di Kafie, Orcomeno, Mantinea e Tegea passano all’alleanza etolo-achea. Sicuramente le adesioni delle seconde non sono conseguenza dell’adesione della prima: Megalopoli era una loro tradizionale nemica, e Lydiaida ricopriva un ruolo di rilievo nella lega. Erano inoltre molto ben difendibili. La loro adesione avviene tralaltro in una maniera piuttosto ambigua e poco chiara negli intenti. Sembra quasi che entrino nella confederazione etolica piuttosto che in quella achea, contro la quale si schiereranno in occasione della guerra cleomenica. Marasco nota un passo di Plutarco in cui si parla di assalti promossi da Lydiaida agli “alleati di Sparta” confinanti con la lega achea. È effettivamente molto probabile che si trattò di operazioni volte a spezzare la resistenza di queste città che non potevano contare sulla loro tradizionale alleata Sparta (reduce da conflitti sociali e con un re appena salito al trono), ed il fatto che non si trattasse di una politica antispartana tout court è dato dal fatto che, nonostante le pressioni di Lydiaida, non si mosse guerra alla città stessa di Sparta. • La guerra nella Grecia centro-settentrionale ci è ignota, sappiamo di due aumenti degli anfizioni delfici a favore degli Etoli (probabilmente per le annessioni di Focide e Malide e successivamente per altre conquiste in Tessaglia). • Assedio di Medion in Acarnania da parte degli Etoli rotto da un energico intervento illirico comandato da Agron, loro re e recente alleato di Demetrio II (230). L’Acarnania rimarrà dunque indipendente ed ostile agli Etoli, ma il movimento degli Illiri avrà dimensioni notevoli e li porterà a razziare Elide, Epiro (forse nel frattempo passato contro la Macedonia) e Messenia, e, dopo la morte di Demetrio II, a cogliere una colossale vittoria navale contro gli Achei davanti a Paxos. • Intorno al 229, anno della morte di Demetrio II, la Macedonia si troverà a patire pure della perdita di Atene (anche se non aderirà alla lega achea), seguita rapidamente da quelle di Egina, Ermione, Argo e Fliunte. • Pilo e Ciparissia in Messenia, importanti basi navali, passano sotto controllo acheo (229), confermando innanzitutto un’influenza achea nell’area degli alleati degli Etoli, cui fa forse contrappunto l’area di influenza etolica tra le città di Kafie, Orcomeno, Mantinea e Tegea (anche se i documenti non consentono di dare ragione a Marasco, dicendo che il fatto fu più o meno istituzionalizzato). In secondo luogo si nota un riconoscimento della supremazia achea in ambito navale nell’alleanza, da cui la concessione delle basi soprattutto contro la pirateria illirica (che colpiva molto anche il territorio acheo).
Secondo Ehrhardt dunque si assiste ad una progressiva ritirata macedone in molte zone chiave di fronte alle leghe che invece sembravano avere una forte coesione politica ed ideologica al loro interno. Will invece ritiene la politica macedone un fiasco soltanto per la mancata presa di Corinto, ma riuscendo comunque a mantenere posizioni chiave (dal punto di vista delle rotte marittime) quali Demetriade, Calcide con tutta l’Eubea e l’Attica. Marasco invece pone l’accento sulla progressiva espansione della lega achea nel Peloponneso (che porterà ad un’unificazione della regione 40 anni dopo), che riuscì a conquistare posizioni di sicurezza in modo abbastanza lineare (a parte gli scogli di Argo ed Atene) fino alla fine del periodo in esame.

Bibliografia:

Will, E. “Histoire politique du monde hellenistique” – Université de Nancy, 1966

Marasco, G. “La politica Achea nel Peloponneso durante la guerra demetriaca” – Atene e Roma 1980 XXV

Longo, A. “Note di storia etolica” – SEIA 1996 N.S. 1

Ehrhardt, C. “Demetrius oJ Aijtwlikov~ and Antigonid nicknames” – Hermes 1978 CVI

Ehrhardt, C. “Studies in the reign of Demetrius II and Antigonus Doson” – State Univ. of New York at Buffalo, 1979

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